Creatività
L’etimologia della parola porta alla commistione tra la radice sanscrita KAR-, che ha il significato di “produrre”, “generare”, “fabbricare” e dall’indoeuropeo AR che indica l’intenzione di far combaciare le parti, mettere insieme in modo opportuno, associare. Psicologi, educatori, manager, filosofi, cuochi… sono concordi nell’affermare che la creatività può essere vista come il processo che porta alla nascita di idee nuove e fa abbandonare idee superate ed è quel lavoro dell’intelligenza umana che collega in modo utile e nuovo idee esistenti, lontane e scollegate tra loro. “L’invenzione – come affermava il pittore inglese Sir Joshua Reynolds - è poco più che una nuova combinazione di immagini prevalentemente raccolte e depositate nella memoria. Niente si può creare dal nulla; coloro che non hanno accumulato materiale non possono dar luogo a combinazioni”. Solo Dio crea dal nulla (in sanscrito, il creatore dal niente è il “KAR-TR”). Invece, la capacità umana di creare è funzione della conoscenza e di un’altra capacità, quella associativa: più conosco elementi, più posso associarli; più associo, più genero idee. In altre parole, la creatività ha bisogno di molto studio e di allenamento. A queste condizioni, tutti gli esseri umani sono potenzialmente creativi.